10/01/08

Fateci sognare, jatevenne...

Caronte e Napoli MortaLuna rossa, sul vascello per la grande sfida nelle acque blu di Valencia civettano il grande sponsor Tronchetti Provera e l’aspirante skipper D’Alema. Sarà 0 a 5, cappotto sotto il solleone. «Sento un’aria irrespirabile», commenterà di lì a poco il lìder Maximo. Gita sul Po per il premier Prodi a bordo della motonave Stradivari. «Un’aria irrespirabile», osserva pensoso. Ma non per questioni ecologiche. «Nel nostro paese non c’è il senso del futuro - riflette - di fronte a un fiume il senso del futuro è indispensabile». Dalle meditazioni yoga ai fischi degli “amici” Confesercenti passano poche ore. (continua...)A metà giugno, in piena bagarre per le conversazioni bollenti tra furbetti del quartierino e volpi dei palazzi, Fassino (che due anni fa esatti lodava gli «imprenditori coraggiosi») fa il pompiere: «Non c’è nessuna questione morale. Non ci può essere rimproverato nulla». E aggiunge, «non è un’altra Tangentopoli». «Niente di penalmente rilevante», «galera per i giornalisti», «abolire le intercettazioni» (stesso copione, guarda caso, per l’uso dei pentiti), è il vomitevole refrain intonato dai greggi dei due Poli. Ormai asserragliati dentro un unico fortino.

Ricucci chiede la tessera ds a Latorre? Chissenefrega. Elogia pubblicamente lo statista D’Alema? Chissenefrega. Le due famigerate scalate erano “parallelele”, uno a uno palla al centro? Chissenefrega. Ricucci chiede disco verde anche a Berlusconi? Chissenefrega. Consorte parla col Massimo che vuol solo “sognare” un po’? Chissenefrega. Anzi, violata la privacy. «Accuse infondate, qualche giudice dovrà pagare», punta l’indice D’Alema che lamenta una «gogna giudiziaria durata la bellezza di otto anni». Il mite Casini tutto casa, Caltagirone e chiesa, sbotta: «solo scemenze, querelo».

I reucci, ormai, sono nudi, e con loro tutta la corte dei miracoli costata vagoni di miliardi ai cittadini, vessati da un Padoa Schioppa sempre più umorale: un giorno felice per i conti, l’altro versione Dracula. Sempre abbarbicati - lorsignori - ai loro appannaggi d’oro (e super pensione dopo 2 anni e mezzo esatti, alla faccia dei tagli per chi ha lavorato una vita). Un’indicazione di lavoro alle toghe (sporche e rosse, secondo l’idem sentire dalemian-berlusconiano): ma prendeteli tutti, portateli a San Vittore, Poggioreale o Regina Coeli, con un 416 al collo, associazione a delinquere (in molti casi anche un bel bis, stampo mafioso).

Ma è mai possibile che un Previti circoli ancora a spese nostre per il Transatlantico? Che pregiudicati come Pomicino e Vito siedano nell’Antimafia? Che un forzista (da sempre hitleriano nel cuore) come Emiddio Novi resti nella commissione parlamentare che deve indagare sui crimini nazisti? Possibile sentir parlare di legge sul conflitto d’interessi quando lo sanno anche i bambini che sono tutti d’accordo per non farla, come annunciò candidamente Violante alla Camera nel 2002?

Può bastare l’ultimo giro di Walter il buono, l’ecumenico, l’americano, il suo mitico “I care” per invertire la rotta? Lui che «non si è mai vestito da comunista», come osserva uno che lo stima un sacco, Marcello Dell’Utri. Pensiamo francamente di no. Sta nascendo invece un movimento da seguire con attenzione, la Repubblica dei cittadini, animato da gente come Gianni Barbacetto, Oliviero Beha, Dario Fo, Pancho Pardi, Marco Travaglio, Elio Veltri.

Ultima, convinta adesione, quella di Beppe Grillo, che nota: «gli italiani hanno voltato pagina con le elezioni. E si sono ritrovati Mastella alla Giustizia, il conflitto di interessi, l’ex Cirielli, la Pecorella e l’indulto. Il copione è sempre lo stesso e gli italiani anche». Ma per voltar pagina bisogna mandarli a casa, lorsignori. Tutti.

Andrea Cinquegrani - La Voce della Campania

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