13/02/08

Mozzarelle alla diossina

Mozzarella e diossinaUn anno fa da Roma fu lanciato l'allarme diossina in alcune zone del casertano, con cifre inquietanti sulle forme tumorali presenti in percentuali superiori alla media regionale e nazionale. Oggi arriva un'inchiesta del settimanale Salvagente che resoconta nel dettaglio la pericolosità della situazione, aggiungendo alcune interviste che non lasciano dubbi. Su 25 campioni otto sono risultati inquinati: il 30% di questi prodotti non si sarebbe dovuto ingerire (continua...)

«Latte e diossina, l'emergenza c'è e si vede» è il titolo del servizio firmato da Enrico Cinotti, che parte da un dato inquietante: nel 2007 su 83mila prodotti alimentari di matrice biologica, cioè di origine animale, sottoposti ad analisi chimica e microbiologica, soltanto 25, cioè campioni di latte bufalino e ovino destinato alla produzione di mozzarelle e formaggi, sono stati sottoposti anche ad analisi sulla diossina, E di questi 25 ben otto sono risultati positivi, cioè inquinati: il 30% di questi prodotti non si sarebbe dovuto ingerire. La domanda è inevitabile: perchè solo 25 prodotti su 83mila hanno ricevuto questa particolare attenzione? Tanto più perché nella regione proseguono incendi di scarti industriali nocivi, soprattutto nel triangolo Acerra-Nola-basso casertano e nel litorale domizio-flegreo?
Il paradosso dei paradossi, in un territorio dove l'allarme sanitario più che dai sacchetti dell'immondizia domestica è generato dagli sversamenti di rifiuti industriali proseguiti per anni senza controllo nei terreni e nei pascoli, ebbene qui, in Campania, non esiste un laboratorio dove si possano effettuare analisi per rintracciare la presenza di diossina. E non si corre ai ripari, nonostante le analisi effettuate sul sangue umano e sul latte materno, nell'ambito del Sebiorec (studio epidemiologico mirato, voluto dalla Regione e realizzato dall'Istituto superiore della sanità, dal Cnr e dalle Asl competenti) abbiano dimostrato che il tasso di inquinamento registrato sia fonte di un'incidenza anomala dei tumori. Scrive Cinotti sul Salvagente: «Proprio in quei comuni il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop ha una ventina di associati. Eppure all'associazione non sembrano preoccupati».
Stefano Raccanelli è direttore del laboratorio dell'Inca di Porto Marghera, unico istituto italiano accreditato ai test sulle diossine, l'emergenza diossina in Campania «è legata alla pratica effettuata da anni se non da decenni, di smaltimento abusivo di rifiuti industriali, provenienti da una serie di siti del nord, che sono stati costantemente interrati o dati alle fiamme nelle campagne. Questi rifiuti tossici hanno la potenzialità di contaminare la catena alimentare come è stato dimostrato ».

(Fonte: Corriere del Mezzogiorno)

10/01/08

Fateci sognare, jatevenne...

Caronte e Napoli MortaLuna rossa, sul vascello per la grande sfida nelle acque blu di Valencia civettano il grande sponsor Tronchetti Provera e l’aspirante skipper D’Alema. Sarà 0 a 5, cappotto sotto il solleone. «Sento un’aria irrespirabile», commenterà di lì a poco il lìder Maximo. Gita sul Po per il premier Prodi a bordo della motonave Stradivari. «Un’aria irrespirabile», osserva pensoso. Ma non per questioni ecologiche. «Nel nostro paese non c’è il senso del futuro - riflette - di fronte a un fiume il senso del futuro è indispensabile». Dalle meditazioni yoga ai fischi degli “amici” Confesercenti passano poche ore. (continua...)A metà giugno, in piena bagarre per le conversazioni bollenti tra furbetti del quartierino e volpi dei palazzi, Fassino (che due anni fa esatti lodava gli «imprenditori coraggiosi») fa il pompiere: «Non c’è nessuna questione morale. Non ci può essere rimproverato nulla». E aggiunge, «non è un’altra Tangentopoli». «Niente di penalmente rilevante», «galera per i giornalisti», «abolire le intercettazioni» (stesso copione, guarda caso, per l’uso dei pentiti), è il vomitevole refrain intonato dai greggi dei due Poli. Ormai asserragliati dentro un unico fortino.

Ricucci chiede la tessera ds a Latorre? Chissenefrega. Elogia pubblicamente lo statista D’Alema? Chissenefrega. Le due famigerate scalate erano “parallelele”, uno a uno palla al centro? Chissenefrega. Ricucci chiede disco verde anche a Berlusconi? Chissenefrega. Consorte parla col Massimo che vuol solo “sognare” un po’? Chissenefrega. Anzi, violata la privacy. «Accuse infondate, qualche giudice dovrà pagare», punta l’indice D’Alema che lamenta una «gogna giudiziaria durata la bellezza di otto anni». Il mite Casini tutto casa, Caltagirone e chiesa, sbotta: «solo scemenze, querelo».

I reucci, ormai, sono nudi, e con loro tutta la corte dei miracoli costata vagoni di miliardi ai cittadini, vessati da un Padoa Schioppa sempre più umorale: un giorno felice per i conti, l’altro versione Dracula. Sempre abbarbicati - lorsignori - ai loro appannaggi d’oro (e super pensione dopo 2 anni e mezzo esatti, alla faccia dei tagli per chi ha lavorato una vita). Un’indicazione di lavoro alle toghe (sporche e rosse, secondo l’idem sentire dalemian-berlusconiano): ma prendeteli tutti, portateli a San Vittore, Poggioreale o Regina Coeli, con un 416 al collo, associazione a delinquere (in molti casi anche un bel bis, stampo mafioso).

Ma è mai possibile che un Previti circoli ancora a spese nostre per il Transatlantico? Che pregiudicati come Pomicino e Vito siedano nell’Antimafia? Che un forzista (da sempre hitleriano nel cuore) come Emiddio Novi resti nella commissione parlamentare che deve indagare sui crimini nazisti? Possibile sentir parlare di legge sul conflitto d’interessi quando lo sanno anche i bambini che sono tutti d’accordo per non farla, come annunciò candidamente Violante alla Camera nel 2002?

Può bastare l’ultimo giro di Walter il buono, l’ecumenico, l’americano, il suo mitico “I care” per invertire la rotta? Lui che «non si è mai vestito da comunista», come osserva uno che lo stima un sacco, Marcello Dell’Utri. Pensiamo francamente di no. Sta nascendo invece un movimento da seguire con attenzione, la Repubblica dei cittadini, animato da gente come Gianni Barbacetto, Oliviero Beha, Dario Fo, Pancho Pardi, Marco Travaglio, Elio Veltri.

Ultima, convinta adesione, quella di Beppe Grillo, che nota: «gli italiani hanno voltato pagina con le elezioni. E si sono ritrovati Mastella alla Giustizia, il conflitto di interessi, l’ex Cirielli, la Pecorella e l’indulto. Il copione è sempre lo stesso e gli italiani anche». Ma per voltar pagina bisogna mandarli a casa, lorsignori. Tutti.

Andrea Cinquegrani - La Voce della Campania

08/01/08

Napul e'...

Veduta di Napoli di notteBy Napoli Morta (Licenza Creative Commons)